Educational Game

L’Educational Game

Gli allievi della Summer School, durante la durata dell'intervento formativo, si iscrivono in un processo per il quale essi si qualificano come comunità di apprendimento. Sono chiamati alla collaborazione per risolvere delle situazioni problematiche che sono chiamati a vivere.
Durante l'edizione 2015 essi devono realizzare una serie di obiettivi a diversi livelli di complessità. Ricevono informazioni e ne raccolgono in forma autonoma, attraverso una ricerca sul territorio, in merito alla organizzazione della dieta settimanale delle comunità rurali salentine, si organizzano per riprodurre le ricette tradizionali della cucina nostrana, applicandosi concretamente a preparare dei piatti che consumeranno. Sono chiamati a valutare attentamente il rapporto costo/benefici nutrizionali, grazie alla relazione formativa con una nutrizionista. Potranno avvalersi della consulenza di uno chef, che li aiuterà ad imparare dai loro errori e a comprendere il perché di alcune abitudini culinarie e l'opportunità, talvolta, di sostituirle con altre, alla luce delle evidenze scientifiche.
Sono sollecitati a comprendere la complessa economia del baratto nei contesti di vicinato, basata sullo scambio di cibo, regolata da articolate norme non scritte, capaci di veicolare finemente valori simbolici e differenti livelli di prossimità, per realizzare una socialità in equilibrio dinamico. Il game infatti prevede cene comunitarie che sono il risultato delle relazioni stabilite con gli abitanti della comunità, sollecitati a barattare qualche loro pre-parazione con quella degli allievi. Come dire che la valutazione dell'efficacia delle relazioni stabilite dalla comunità della Summer School con la comunità più ampia degli abitanti sarà resa evidente dalla capacità di imbandire tavola e sfamarsi.
Entrano in contatto con i produttori locali (in alcuni casi raccolgono verdura e frutta direttamente dal campo), da cui acquistano gli elementi/alimenti per comporre il menu del giorno e preparare ciò con cui risolveranno il pranzo, mettendo in pratica quanto avranno saputo estrarre dalla sapienza degli abitanti di Ortelle e Vignacastrisi.
Il loro campo-base è situato nel Largo San Vito, dove si tiene, nell'ultima settimana di ottobre, una delle più antiche fiere del Salento, essendo pluricentenaria. Lì realizzano le loro preparazioni culinarie, lì ricevono la comunità di Ortelle per il baratto dei cibi.
Si tratta, quindi, di un gioco fortemente immersivo, che sollecita a stabilire strategie all'interno della comunità di apprendimento e favorisce relazionalità con gli abitanti del paese ospitante.

 
Le espressioni Edutainment e Educational Game sono riferite a giochi elettronici che hanno la capacità di veicolare contenuti educativi in forma ludica. Estensivamente si può usare quelle espressioni per designare giochi che si sviluppano nei contesti cosiddetti "reali", o che integrano realtà e virtualità.

Con riferimento a Donald Winnicott, autore di Gioco e realtà (Armando, Roma, 1995), potremmo dire che un gioco ben progettato consente un'esperienza che rende più articolato ed interessante il nostro rapporto col mondo. Il gioco può essere un interessante veicolo di appropriazione del mondo e di partecipazione alla cultura in cui si è vive, che proprio attraverso il gioco si rende disponibile ad essere indagata e riflessa.

D'altro canto il costruttivismo ci insegna che la conoscenza si costruisce a partire dall'azione (su questa convinzione si basano le metodologie del learning by doing e dell'action learning). Il coinvolgimento del discente nell'apprendimento consente una più agevole ed efficace assimilazione dei contenuti.

La comprensione dei concetti intrinseci al gioco, aiuta ad organizzare meglio il pensiero, il coinvolgimento nelle dinamiche ludiche sviluppa concentrazione ed attenzione, influenza la stima di sé e stimola la cooperazione. a la cooperazione.




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