SUMMER SCHOOL edizione 2013





Versione definitiva, chiusa il 18.08-2013

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Edizione 2013 della Summer School di Arti performative e community care:

"Narrazioni dalla terra per la terra. Piccole e grandi migrazioni, di ieri e di oggi"
Carpignano Salentino 20-29 agosto

Responsabilità scientifica: Salvatore Colazzo (http://www.salvatorecolazzo.it)


Programma

1. Razionale dell'iniziativa formativa

La Summer School, che EspérO, azienda spin-off dell'Università del Salento - col patrocinio della Provincia di Lecce e del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull'Uomo, col concorso del Consiglio Didattico dei corsi di studio di Area Pedagogica dell'ateneo leccese e di numerosi altri soggetti pubblici e privati, tra cui l'Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, il Comune di Carpignano Salentino (Lecce), l'Associazione "Officine Culturali" di Carpignano Salentino, la Cooperativa Sociale "Ambisco", e i Cantieri Teatrali Koreja di Lecce - organizza annualmente a Carpignano Salentino, in provincia di Lecce, in un paesino che fa parte culturalmente dell'area grika e che è posto sulla traiettoria Martano-Otranto, scommette sulla capacità del teatro, della musica e delle altre arti di produrre processi trasformativi che, rigenerando le relazioni interpersonali e comunitarie, suscitano forme nuove di consapevolezza ed energie progettuali che aprono orizzonti di possibilità. 
[Per approfondire: vedi scheda: Soggetti promotori della Summer School]

Da questo punto di vista, Carpignano Salentino è un luogo simbolicamente pregno di significati. Lì, infatti, nel 1974 fu inaugurato il costrutto (e la relativa pratica) di "baratto culturale", grazie ad Eugenio Barba e alla compagnia, da lui diretta, dell'Odin Teatret.
Barba, emigrato dal Salento, aveva - dopo varie vicissitudini - raggiunto Holstebro, in Danimarca, ove aveva fondato una comunità teatrale, la quale riuscì, nel giro di pochi anni, ad imporsi nel quadro internazionale, proponendosi come una delle più importanti presenze dell'avanguardia.
Alla ricerca di nuove motivazioni, il regista aveva convinto i suoi attori a trasferirsi in Italia, una terra a loro sconosciuta per preparare il nuovo spettacolo. Scelse Carpignano Salentino, un borgo con evidenti tracce di una storia millenaria, tra cui quelle greche (fino a pochi anni prima un certo numero di abitanti utilizzava abitualmente il griko per comunicare), bellissimo e negletto, abitato soprattutto da donne, anziani e bambini, a causa di un'emigrazione verso la Svizzera e la Germania, che deprivava la comunità delle braccia più forti e delle intelligenze più vive e mutava la pelle culturale del posto.
Il gruppo si stabilì in una casa disabitata ed elesse come luogo delle prove una ex-fabbrica per la lavorazione del tabacco, che a quel tempo il Salento produceva in non indifferenti quantitativi, anche grazie ai contributi comunitari europei.
L'incontro fra i "danesi" e i locali fu caratterizzato inizialmente da diffidenza, poi da curiosità, si trasformò in breve in interesse per convertirsi infine in tentativi di istituire una relazione. Che si sostanziò in uno scambio dei rispettivi portati culturali. Il cibo fu segno tangibile dell'ospitalità dei carpignanesi, ma poi i canti e le danze antichi, che, portati a conoscenza degli ospiti, divennero l'opportunità di legami e relazioni di reciprocità.
La presenza dell'Odin Teatret e le azioni che ne conseguirono furono per la comunità un elemento di perturbazione che innescò processi di attivazione sociale, con echi capaci di propagarsi fino ad oggi.
Raccogliendo l'istanza pedagogico-comunitaria di quella stagione espressa dall'Odin Teatret a Carpignano Salentino, si è voluto dar vita ad un'articolata iniziativa formativa rivolta ad operatori sociali, studenti del servizio sociale e della formazione, attori, registi, musicisti, filmaker, ma anche amministratori locali, affinché possa cogliersi la valenza sociale dell'arte, in virtù del suo potenziale di mobilizzazione delle concrezioni di significati depositati nel senso comune e nelle routine quotidiane.
[Per approfondire, vedi scheda: Eugenio Barba e Odin Teatret]

Obiettivo fondamentale della Summer è quindi quello di innescare processi di "capacitazione". La persona capace è colei che - anche grazie all'oggettivo supporto offerto dai contesti sociali e dalle istituzioni che li innervano - ha fiducia nella propria conoscenza, nelle proprie abilità, nei valori che professa.
Riferendoci all’approccio delle capacità proposto dall'economista indiano Premio Nobel Amartya Sen, sposiamo l'idea della necessità di uscire fuori dalla logica del PIL come misuratore dello sviluppo di un paese. Il benessere dipende da come all'interno di una società i beni e le risorse sono distribuite, poiché la qualità della vita è conseguita se esiste libertà di scelta e di azione, che offra la possibilità alle persone di dare senso pieno alle cose che nel corso della loro esistenza fanno. Bisogna valutare con attenzione le strategie che i soggetti mettono in atto nell'utilizzare le risorse di cui dispongono, quelle strategie dicono a cosa essi danno valore e contengono il senso profondo del bisogno che esse esprimono nei confronti della comunità e delle istituzioni.


2. Articolazione delle attività della Summer 2013

Ogni anno la Summer School si svolge seguendo un filo conduttore. L'edizione 2013 affronta il tema della terra e delle forme della relazione che gli uomini stabiliscono con essi; connettendolo con  il tema della migrazione, per promuovere un "baratto culturale" che sappia percorrere la via della lotta alle discriminazioni, dell'accoglienza e dell'integrazione, infine.
Finalità dell'attività formativa è riuscire a dare gli strumenti ai discenti per risemantizzare la terra, a partire dai significati che le generazioni precedenti le hanno assegnato, per recuperare un rapporto terrà-comunità locali, sì che si possa promuovere il rispetto del territorio e praticare nuove sostenibili forme di economia e di lavoro.
Auspichiamo un impegno volto alla ricostruzione delle comunità locali per arginare il senso di espropriazione soggettiva che subiamo a seguito dei processi della globalizzazione. Attraverso le comunità locali può esprimersi l'amorevolezza per la terra, la cura del territorio, la coltivazione della memoria, la progettazione del futuro.

Il "cuore" della Summer è un Laboratorio di Teatro di comunità che coinvolge attivamente i discenti chiamandoli ad allestire un momento di restituzione performativa, sulla base di un canovaccio ereditato da un articolato lavoro, condotto all'interno di un Laboratorio di scrittura narrativa, denominato "Verso la Summer 2013", portato avanti nei mesi precedenti, dagli studenti dell'edizione dell'anno scorso della Summer e di alcuni soci di Officine Culturali.
Il Laboratorio di Teatro di comunità si eserciterà ad elaborare un contrappunto fatto da un soggetto e due controsoggetti:
a) il tema della migrazione interna dei contadini salentini negli anni '50-'70 del secolo scorso che, partendo dai paesini del Capo di Leuca, soprattutto, ma anche della Grecìa Salentina, andavano stagionalmente a lavorare il tabacco - con contratti di colonia, mezzadria, ecc. - nelle più fertili terre del tarantino, della Lucania, della Capitanata, con puntate addirittura nel Lazio, a Civita Castellana. Un viaggio in autobus, che abbiamo intitolato "Viaggio a le Calabrie", all'uopo organizzato, in un periodo immediatamente precedente l'inizio delle attività della Summer, con le persone, oggi anziane, che a quegli spostamenti presero parte, ha consentito la raccolta di storie legate ai ricordi di quegli anni. A questi racconti abbiamo associato alcuni racconti in forma scritta, inediti, lasciati dal poeta contadino griko Cesare De Santis, che per alcuni anni andò con l'intera sua famiglia a coltivare il tabacco a le Calabrie, ricavando gustose impressioni nella sua lingua, affidate ad una serie di quaderni manoscritti, oggi custoditi dalla famiglia. 
[Per approfondire, vedi scheda: Cesare De Santis]

b) il tema secondario (ma non per questo meno significativo ed importante) dei migranti africani impegnati nella coltivazione e raccolta dei pomodori e delle angurie, nel Salento; la richiesta di dignità da parte loro, espressa in momenti di protesta che negli anni passati hanno conquistato le cronache locali, trovando un seguito in un Processo al caporalato neretino, esitato in alcune condanne in primo grado - si è in attesa degli ulteriori gradi di giudizio. Il tema sarà articolato grazie all'esame dei documenti che il processo ha prodotto, restituendo uno spaccato di sfruttamento, crudeltà e (interessato) razzismo.
[Per approfondire, vedi scheda: Nardò e i migranti]

c) l'ulteriore tema secondario è l'ingiustizia che l'Europa - l'Occidente in genere - e la Cina stanno perpetrando nei confronti dell'Africa, con l'acquisto massiccio di terre, con l'espropriazione dei beni comuni, suscitando inevitabili ondate migratorie che si riversano poi sulle nostre coste e mettono sotto pressione il nostro sistema economico e sociale, con forme anche di manifesta conflittualità tra poveri, di strumentalizzazione ideologica e politica. I racconti di chi in Africa sta subendo l'azione crudele delle multinazionali e di chi viene qui per tentare di recuperare un senso alla vita, inseguendo oltre il deserto, oltre il mare, una speranza, sono di nostro interesse. Lo faremo anche con l'aiuto della Charitas idruntina ed in particolar modo dell'Associazione Agimi, coordinata da don Giuseppe Colavero, che fu creata per gettare un ponte sull'Adriatico quando Otranto, Brindisi, le coste salentine furono meta di un incessante flusso migratorio all'indomani della caduta del regime comunista albanese. Ma soprattutto ci avvarremo dell'apporto di Lwanga Laurent Falay, che, impegnato nel Congo in un'inchiesta sulle problematiche della difficoltà delle comunità locali a mantenere il tradizionale rapporto con le loro terre, ci invierà le narrazioni che nel corso delle settimane immediatamente precedenti l'inizio della Summer School, andrà raccogliendo.

Vogliamo quindi intrecciare creativamente questi tre temi, creare un corto-circuito, anche linguistico, tra queste dimensioni per capire come sia possibile oggi ragionare di migrazione, di povertà, di lavoro e di dignità umana, grazie al contributo degli allievi del Laboratorio di Teatro di comunità, che scriveranno una drammaturgia collettiva per animare il momento della restituzione, che avverrà durante un evento performativo finale, con il coinvolgimento dell'ampio pubblico che si raccoglierà nella piazza principale del paese. La lingua italiana incontrerà i suoni del dialetto romanzo e dell'espressione grika, si mescolerà con il swahili e il francese.
Il Laboratorio di Teatro di Comunità si avvarrà della sapiente conduzione di Antonio Damasco, regista del Teatro delle Forme e direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare, con l'ausilio di Valetina Padovan, Ada Manfreda e Mauro Marino, nonché con l'apporto musicale di Salvatore Cotardo, Rocco De Santis e Luigi Mengoli, e l'apporto attoriale di Laura Giannoccaro ed Emanuele De Matteis.
[Per approfondire: vedi scheda: Teatro di Comunità]

Quattro laboratori collaterali (workshop)  saranno occasioni di ulteriori apprendimenti per gli allievi. Il primo sarà tenuto da Silvia Battaglio e consentirà un'analisi della relazione tra corpo e vocalità, partendo da una serie di esercitazioni legate allo studio sulla presenza, sugli impulsi, sullo spazio, sul tempo, sul ritmo, sul flusso energetico, per arrivare all’analisi delle intenzioni e delle azioni fisico-vocali. Il secondo sarà svolto da Andrea Gargiulo e riguarderà il cosiddetto sistema Abreu, un approccio alla musicalità collettiva, che esalta il rapporto immediato e fisico con lo strumento. Il terzo infine sarà finalizzato a valorizzare la lingua grika: tenuto da Rocco De Santis, consentirà di esplorare alcune produzioni poetiche e letterarie grike, per comprendere dimensioni linguistiche e posture culturali dell'area ellenofona salentina. A supporto di questo terzo laboratorio, il canale web-tv "Netapprendere" metterà a disposizione dei corsisti delle trasmissioni registrate, nella rubrica "A scuola di griko", con lo scopo di offrire spunti per l'apprendimento della lingua a un pubblico completamente ignaro di essa.  Il quarto, infine, tenuto da Alessandro Spiliotopoulos riguarderà la videodocumentazione e sarà finalizzata a fornire agli allievi gli strumenti minimi per poter utilizzare la videoripresa per documentare con sguardo etnografico situazioni, momenti ed eventi. Divisi in gruppi gli allievi potranno realizzare dei cortometraggi per proporre il loro sguardo da osservatori partecipanti sulla Summer School.
[Per approfondire: vedi scheda: Workshop]

Un Ciclo di seminari di tipo teorico (sono i Seminari propriamente detti) o di tipo performativo (sono le Conversazioni/performance), tenuti da docenti universitari ed esperti, e da musicisti, attori e danzatori, darà l'opportunità di approfondire problematiche d'ordine epistemologico, metodologico e operativo del teatro sociale. I Seminari sono promossi e finanziati dal Consiglio Didattico dei Corsi di Area Pedagogica dell'Università del Salento.
Partecipano ai Seminari, in forma singola e/o nel contesto di tavole rotonde:

Franca Pinto Minerva
Roberto Maragliano
Luigi Spedicato
Mariano Longo
Franco Perrelli
Rosa Parisi
Antonella Rizzo
Giuseppe Colavero
Piero Giacché
Bruna Filippi.
Giovanni Invitto
Katia De Abreu Chulata
Franco Ungaro
Sergio Tramma
Antonia Chiara Scardicchio
Mauro Marino
Angelo C. Licci
Salvatore Patera
Fabio Musci


Hanno dato la loro adesione alle Conversazioni/Performance:
Clelia Sguera
Silvia Battaglio
Ivano Gioffreda
Luigi Mengoli
Rocco De Santis
Francesco Bearzi
Carlo Ruggiero
Vito D'Armento
Salvatore Tramacere
Alessandro Spiliotopoulos
Piero Antonaci

Le attività formative della Summer School 2013 verranno chiuse con una Lectio magistralis di Nicola Savarese.

[Per maggiori dettagli, consultare la scheda: Seminari e conversazioni]

Nell'ambito della Summer School funzionerà uno spazio, denominato Visioni, dedicato al documentario e alla docufiction. Si tratta di uno spazio aperto alla pubblica fruizione, attraverso cui la Summer School entrerà tutte le sere in contatto con la comunità .

[Per accedere al programma dettagliato della sezione: vedi scheda: Visioni]

Durante l'intero periodo della Summer funzionerà una Mostra fotografica di Carlo Elmiro Bevilacqua, che interpreterà originalmente i temi dell'edizione 2013 della Scuola.

La Summer School di Arti Performative e Community care nella serata del 23 agosto 2013 proporrà la candidatura pubblica ufficiale alla Rete Italiana di Cultura Popolare, per il Premio "Testimoni della cultura popolare" di Pippina Guida, custode preziosa della memoria musicale salentina.

Il canale web-tv "Netapprendere" del Centro Ulpia dell'Università del Salento, con gli inviati Lucia D'Errico, Ezio Del Gottardo e Antonio Balestra, assieme a Tradiradio, la web-radio della Rete Italiana di Cultura Popolare, con l'inviata Valentina Padovan, assicureranno la copertura mediatica dell'evento.
Mauro Marino curerà la redazione di una fanzine, attraverso la quale documenterà originalmente i principali passaggi della Summer School; Alessandro Spiliotopoulos realizzerà un documentario della Summer School con lo scopo di assicurare un'ampia ed efficace veicolazione dell'iniziativa di Carpignano Salentino.

La edizione 2013 della Summer School prevede la presenza di un'osservatrice privilegiata: Elena González Alfaya, una studiosa dell'Università di Cordova, le cui ricerche coniugano i temi dell'antropologia con gli interessi educativi, per impostare progetti di educazione all'interculturalità. Ella terrà una conversazione sul tema: "Educazione interculturale, scuola, comunità".


3. Lo staff della Summer School

Direzione Scientifica
Salvatore Colazzo

Salvatore Colazzo (1960), laureato in Filosofia. Già docente di ruolo alla Scuola di didattica della musica al Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari, attualmente è professore straordinario di Pedagogia Sperimentale all’Università del Salento, e preside della Facoltà di Scienze della formazione, Scienze politiche e sociali. Giornalista, sin da giovane è stato tra i principali animatori della scena culturale salentina. Oltre a monografie, saggi ed articoli, può vantare alcune opere creative, tra cui alcune produzioni per il teatro. 

Coordinamento
Paolo Petrachi
Maria Grazia Celentano

Laboratorio di Teatro di comunità
Antonio Damasco
Ada Manfreda
Valentina Padovan
Luigi Mengoli
Salvatore Cotardo
Rocco De Santis
Laura Giannoccaro
Emanuele De Matteis
Mauro Marino

Comunicazione
Ada Manfreda
Stefania De Santis
Antonio Balestra
Marco Conoci
Alessandra De Rinaldis
Fabrizio Catalano
Luca Pasca

Segreteria
Fabrizio Cafaro
Donatella Maniglio

Il logo della Summer School è di Luca Pasca

Si ringrazia la comunità di Carpignano Salentino (Le) per la generosa ospitalità