Visioni

Sono previste le seguenti proiezioni di film. 

a) due documentari messi a disposizione da Arianna - Rete Euromediterranea per la cultura e la tradizione, per il tramite della Rete Italiana di Cultura Popolare:
1. Cereals, molins i forns. El procés del pa a les Valls d’Àneu al segle XX (2011, 18 min.)
Documentario sul processo tradizionale di elaborazione del pane. Ricrea la coltivazione e raccolta di cereali, il conseguimento di diversi tipi di farina dai mulini frumentari, e la preparazione finale del pane in forni tradizionali di questa regione dei Pirinei.
2. Arròs de Pals, la identitat d’un poble (2005, 45 minuts)
Documentario che raccoglie gli ultimi testimoni degli uomini e donne che hanno fatto della coltura del riso un modo di vita. Mostra la trasformazione dei campi dovuta alla meccanizzazione, la mano dell’uomo e la meteorologia.

b) un cortometraggio, opera prima di Antonio Balestra, sulla produzione dell'olio nei frantoi ipogei (20');

c) una rassegna di cortometraggi degli studenti della Summer School (durata complessiva: 30')

d)  Proiezione di alcuni filmati di Alessandro Spiliotopoulos (70')  
Proiezione di alcuni lavori audiovisivi del regista AlessandroSpiliotopulos, i quali si ispirano o si intrecciano con alcunetematiche della Summer School 2013.Tra questi spiccano “To fukari ti jenìa”, il primo cortometraggio di finzione mai realizzato interamente in una lingua greca del Sud Italia (greco di Calabria), il documentario “Viaggio nella Calabria Ellenofona” ed il video creato appositamente per la mostra fotografica “Salento Bizantino”, che si è tenuta ad Atene. Dopo ogni proiezione seguirà un breve dibattito con il regista.


e) due documentari messi a disposizione da Officinemazione di Manfredonia. Esempio di cinema partecipato, attuato grazie all'azione di attivazione della comunità sviluppata da un gruppo di giovani.

f) Un film messo a disposizione dal Festival "Cinema del reale" di Specchia: Fazzoletti di terra, un corto di 15', proiettato nell'edizione di quest'anno di "Cinema del reale". All'inizio degli anni '60 il documentarista Giuseppe Taffarel realizzò presso Valstagna nel Canale di Brenta (Vicenza) il filmato Fazzoletti di terra sugli ultimi coltivatori di tabacco di questa valle, fermando sulla pellicola la fatica compiuta quotidianamente per la costruzione dei terrazzamenti agricoli lungo i versanti montani. 

g) Il film God save the green (2012) scritto e diretto da Michele Mellara e Alessandro Rossi, avvalendosi una ricerca di Giorgio Prosdocimi Gianquinto, Francesco Orsini (Durata: 75').. Il film ci è stato messo a disposizione dalla Fondazione Cineteca di Bologna.

h) il film muto del 1930 di Aleksandr P. Dovzenko, Zemlja (La terra), in cui si narra delle collettivizzazioni della terra promosse dal regime sovietico e della resistenza dei kulaki. Alla sua uscita il film suscitò numerose polemiche da parte di chi, zelante stalinista, vedeva in esso un'esaltazione poco convincente del messaggio rivoluzionario. Si respira in effetti soprattutto un inno alla natura e ai suoi cicli piuttosto che alla dialettica tesa del rapporto uomo-natura. Nella versione che proiettiamo nell'ambito della Summer School, ci affidiamo alla sonorizzazione proposta da Rocco De Santis, il quale ci regalerà l'esecuzione della canzone (in griko) pensata quale brano di chiusura del film.

l) Il film del 1965 di Gianfranco Mingozzi, Con il cuore fermo, in cui emerge l'opera di Danilo Dolci in Sicilia. Il testo declamato da una voce fuori campo è di Leonardo Sciascia. Il film restituisce l'immagine complessa di una Sicilia che, sul finire degli anni '60 del secolo scorso si misura con il problema dell'emigrazione, dello sfruttamento del lavoro contadino, delle ingiustizie di sempre. In quella Sicilia decide di intervenire con la forza della non-violenza Danilo Dolci, per realizzare una "bonifica delle coscienze", propedeutico alla realizzazione di forme di empowerment individuale e comunitario. 
Il film ci è stato messo adisposizione da Kurumuny, editore, nel 2008, del libro curato da Sebastiano Gesù "La terra dell'uomo. Storie e immagini su Danilo Dolci e la Sicilia di Gianfranco Mingozzi. L’esperienza documentaristica siciliana di Gianfranco Mingozzi, se pur fruttuosa (Il putto, Li mali mistieri e il magnifico capolavoro Con il cuore fermo, Sicilia), è stata tra le più travagliate e sofferte di tutta la storia del cinema italiano e nello stesso tempo exemplum delle mille difficoltà a cui va incontro un cineasta rigoroso, acuto e intelligente come Mingozzi quando tenta di addentrarsi tra le piaghe putrescenti del corpo malato della nazione. La violenza, progetto di un documentario a lungometraggio, nato da un’idea di Cesare Zavattini,
seppure avviato nella lavorazione, per questioni produttive, fu interrotto e rimase incompiuto per  sempre. Dai materiali girati germinò "Con il cuore fermo, Sicilia", mediometraggio destinato a sconvolgere gli intelletti più vividi, e si accaparrò i premi più importanti dei principali festival cinematografici europei: a partire dal Leone d’Oro a Venezia nel 1965 fino alla candidatura all’Oscar nel 1966. Uno straordinario prototipo di cinema-saggio (il primo, forse l’unico) sulla questione meridionale: un’inchiesta sociale sull’Isola, di quella parte più svantaggiata e desolata, dove le malefatte e le ingiustizie perpetrate dal potere politico e la condizione di miseria e di sopraffazione, sono antiche e inamovibili; dove il bisogno umano si nutre di violenza, solitudine e abbandono.

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