Workshop

Nell'ambito della Summer School sono stati programmati quattro workshop.

1. Laboratorio di teatro fisico: il corpo sociale, di SILVIA BATTAGLIO - Il laboratorio si focalizza sul ruolo del corpo nell’espressione di sé, nello scambio e nella comunicazione con l'altro. Attraverso un programma di lavoro che parte dall’elemento corporeo come strumento di comunicazione, si procederà all'analisi della relazione tra corpo e vocalità, partendo da una serie di esercitazioni legate allo studio sulla presenza, sugli impulsi, sullo spazio, sul tempo, sul ritmo, sul flusso, per arrivare all’analisi delle intenzioni e delle azioni fisiche. Il laboratorio è suddiviso in una prima parte di training, per poi entrare nella fase di improvvisazione creativa, nell'intento di lavorare in una direzione in cui tutti i partecipanti possano contribuire al processo di confronto e condivisione del linguaggio. Essere in presenza vuol dire essere nel proprio corpo, nella propria voce, essere in azione vuol dire dedicarsi alla ricerca costante di quell'autenticità necessaria e indispensabile per comprendere il senso profondo del lavoro teatrale collettivo.

Silvia Battaglio: laureata in Scienze Sociali e formatasi in danza-terapia, completa la sua formazione concludendo nel 2001 il Corso di Specializzazione di Teatro Fisico presso l'Emilia Romagna Teatro Fondazione. Prosegue un'intensa attività didattica collaborando tra gli altri con l’Università degli Studi di Torino e il professor Franco Perrelli. Interprete-regista di diverse creazioni teatrali, tra cui IO AMO HELEN presentato all’Odin Teatret nel Febbraio 2012.

2. Body percussion e costruzione di strumenti con materiali di recupero, di ANDREA GARGIULO -  

- La body percussion: lettura ritmica, creazione e interazione con i suoni del corpo, la pratica della scrittura ritmica, la conduction, l’incertezza pertinente nella creazione estemporanea. 
La body percussion è una disciplina che ormai conquista sempre più consensi tra i docenti di musica e gli studenti. In effetti, riesce a coniugare diverse esigenze ottenendo il miglioramento del senso del ritmo, della lettura ritmica, ma anche della percezione ritmica e più in generale all’ ascolto “cosciente”. Interagire con i suoni del corpo significa, di fatto, scoprire nuove possibilità comunicative e nel contempo esercitarsi a ricercare “il bello” ovunque e con ogni mezzo.
Creare un ritmo in body percussion o semplicemente ripeterlo, leggerlo o scriverlo, significa rapportarsi con l’intero universo musicale e non solo con quello ritmico soprattutto quando, grazie alla conduction o all’improvvisazione si usa il corpo come strumento creativo per raccontare, sonorizzare o descrivere un racconto o un testo letterario in genere. In questi casi l’incertezza pertinente ci spingerà a ricercare nelle direzioni che i ragazzi stessi ci indicheranno, che potranno essere di tipo timbrico, dinamico, ritmico o di scoperta di nuovi suoni del corpo.
- L’orchestra di percussioni: percussioni autocostruite e principi di sonorizzazione, l’uso delle percussioni scolastiche, la conduction.
Le stesse considerazioni fatte per la body percussion valgono per l’utilizzo delle percussioni didattiche anche autocostruite. In questo caso sarà fondamentale insistere sull’esplorazione delle sonorità lasciando che ogni strumento divenga cuore di un’attività nei diversi usi timbrici. La pratica ritmica, in questo modo, sarà uno dei possibili utilizzi di questi strumenti e stimolerà il ragazzo nel cercare nuove sonorità anche sul proprio strumento.

Andrea Gargiulo è 
pianista, compositore, didatta. È titolare della cattedra di esercitazioni corali presso il Conservatorio "N. Piccinni" di Bari, docente dei corsi di Jazz di primo e secondo livello dello stesso;è stato docente a contratto presso l’Università Federico II di Napoli e Suor Orsola Benincasa dal 2001 al 2009. È stato Assessore alla Cultura di Mola di Bari, attualmente è direttore artistico di MusicaInGioco progetto didattico sperimentale ispirato a El Sistema di Abreu e presieduto in Italia da Claudio Abbado.

3 - I ghineke tu Odisseu: laboratorio per familiarizzare col griko, di ROCCO DE SANTIS - Il laboratorio è un'esplorazione delle figure femminili dell'Odissea, che sono state sintetizzate ognuna in una canzone in griko. Ascoltandole, esaminandole, cantandole gli allievi impareranno il suono della lingua grika, il significato di alcuni vocaboli, la costruzione della frase in griko.

Rocco De Santis, cantautore griko, figlio del poeta griko Cesare De Santis (1920 - 1986). Come il padre si occupa di cultura grika in termini artistici. Musicista-Cantautore, autore del repertorio del gruppo etno-musicale Avleddha. Compone, nel 2004, la colonna sonora del film muto "Zemlja" (La terra - URSS 1930) regia A. Dovzhenko, e, nel 2010, la colonna sonora del film documentario "Les années Schwarzenbach". E' inoltre autore teatrale.

4 - Laboratorio per la videodocumentazione etnografica, di ALESSANDRO SPILIOTOPOULOS - Il Laboratorio intende mettere gli allievi nelle condizioni di comprendere gli elementi basilari della ripresea video e fotografica per la documentazione etnografica. Organizzando gli allievi in alcuni gruppi, farà realizzare ad ognuno di essi dei cortometraggi sulle attività della Summer School, con la possibilità di analizzarli per scorgerne criticità e punti di forza.

Alessandro Spiliotopoulos è nato a Cagliari nel 1972. Da piccolissimo si interessa di fotografia, mentre successivamente sente il bisogno di aggiungere suono, movimento e azione alle sue inquadrature, approdando nel mondo della cinematografia e seguendo diversi corsi di sceneggiatura e regia a Milano e ad Atene. Da alcune sue sceneggiature trae i suoi primi cortometraggi, i quali circuitano con successo nei vari festival internazionali. Successivamente collabora anche con altri autori, producendo opere di vario tipo (lavori di finzione, documentari, videoarte). Laureato in ingegneria, attualmente vive in Grecia, dove lavora come regista.
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